Pedalando coast to coast, ultima tappa.

20180907_084350_Burst01[1]Il buio della notte sta lentamente cedendo il posto ad un timido chiarore. Il mare non è più un’immensa chiazza nera, ma si sta trasformando prima in grigio, poi in blu. Dalla poppa si distingue nettamente la scia provocata dal passaggio della nave. Guardandola pensi che potresti percorrerla in senso contrario e tornare a Catania. Hai la sensazione che quella traccia potrebbe rimanere lì per sempre. Invece lo sai che tra pochi minuti non ci sarà più. Altre onde la cancelleranno e per tornare indietro dovrai pescare nella memoria e ritrovare i momenti salienti di questa ultima avventura. Intanto, però, la soddisfazione di dire “Ce l’abbiamo fatta!”. Il nostro scombiccherato gruppo di pedalatori è riuscito a portare a termine un obiettivo nato un po’ per caso, un po’ per gioco. L’avventura è iniziata nel 2012, quando – seduti a un bar a chiacchierare del più e del meno (più del meno e meno del più) – abbiamo provato ad immaginare di ripercorrere in bici l’itinerario del film “Basilicata coast to coast”. L’idea è piaciuta subito e abbiamo iniziato a pensare a come metterla in pratica. Nel giro di pochi giorni in molti hanno aderito al progetto e nel giro di pochi mesi era tutto organizzato (diciamo così). Dal Tirreno allo Jonio, passando per il Monte Sirino, Tramutola, Aliano (dove è rimasto un pezzo di cuore di molti), Scanzano (celebrando il nostro piccolo grande successo sulla stessa piazza dove è stata girata la scena finale del film), per poi suggellare il tutto con un tuffo in mare liberatorio. E’ stata un’esperienza fantastica, unica, irripetibile. Doveva finire lì. Non poteva finire lì. Già al campeggio qualcuno iniziava a ipotizzare un bis. Magari un’altra regione con due mari. Quante ce ne sono? Cinque. Bene, allora la prossima la potremmo fare in Sardegna, che ne dite? E così, l’anno successivo si riparte. Un po’ più complicato con traghetti e altre difficoltà, ma si riesce ad organizzare anche quella. Stavolta dal Tirreno al Mediterraneo, passando dal Gennargentu, Orgosolo, Fonni, Ghilarza, Oristano. Poi la Calabria, ancora dal Tirreno, attraversando i Monti della Sila, una sosta a Pallagorio fino allo Jonio. Ancora la Puglia, partendo dall’Adriatico, superando prima la foresta Umbra, poi le Murge, passare dalla valle d’Itria e arrivare di nuovo allo Jonio. Ci mancava solo lei, la Sicilia, per completare l’opera. Ci sono voluti due anni di attesa, ma alla il gruppo di “Pedalando Coast to Coast” è riuscito ad approdare a Palermo. In bici siamo partiti da Termini Imerese. Di norma la prima tappa è la più dura della pedalata e anche questa volta la tradizione è stata rispettata. Arrivo a Petralia Soprana, dopo aver svalicato piano Battaglia, 1572 metri sul livello del mare, per oltre 70 chilometri e quasi 2000 metri di dislivello. Subito dopo Troina, dove abbiamo avuto il piacere di apprezzare la calorosa accoglienza della pro loco, (che ringraziamo ancora) che ha organizzato in men che non si dica una splendida visita alle bellezze del post. Poi siamo arrivati a Trecastagni, dove Giuseppe Riggio ci ha fatto vedere delle bellissime immagini del vulcano e ci ha trasmesso un po’ della sua passione per quell’imponente montagna piena di vita e seminatrice di morte. Ancora la scalata al gigante, l’Etna, con una salita che sembrava davvero interminabile, anche per il terribile vento contrario. Infine la lunga discesa fino al mare, a Pozzillo di Acireale, dove si è ripetuto il rituale – e denso di emozione – “tuffo” nel mare (rigorosamente con il completino della bici). Ad Acireale – grazie all’azione diplomatica della giunta comunale labicana – siamo stati anche ospiti dell’amministrazione comunale, e l’assessora Palmina Fraschilla ci ha dato un caloroso e gradito benvenuto nel Palazzo del Municipio a nome dell’intera comunità acese.

E allora non resta che dire “Grazie” a tutti quelli che hanno dato vita a questa splendida avventura, vecchi e nuovi (meglio non fare nomi, per non rischiare di dimenticarne qualcuno). Un pensiero a chi non è riuscito a essere dei nostri, in particolare ad Attilio, Emanuela e Stefania, ai quali va tutto il nostro affetto. Anche questa volta le new entries hanno colto in pieno l’essenza della pedalata, dimostrando da subito di avere spirito di adattamento, disponibilità a collaborare e un sorriso da spendere nei momenti difficili.

Ecco, manca poco, pochissimo al rientro. Ora non resta che tuffarsi di nuovo nella quotidianità, sapendo che ogni tanto, il nostro pensiero tornerà indietro lungo quella scia e ci riporterà ad un tramonto, ad un tornante, ad una granita, ad un momento qualsiasi della nostra pedalata e ci porterà un sorriso, magari fuori luogo, in fila alla posta.

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Da Montalcino a Ruvo di Puglia

Lo scorso week end è stato dedicato interamente al diario di viaggio. Subito dopo la presentazione del libro “Storia del diritto ambientale” alla premiazione del XII premio “Giornalisti nell’Erba” (di cui sono immeritatamente giudice sin dalla prima edizione), sono partito per la Toscana. A Montalcino, infatti, in occasione della rievocazione ciclistica denominata “L’Eroica” (celebre tra gli appassionati di tutto il mondo) si è tenuto contemporaneamente il “Festival dell’Eroica”, evento artistico e culturale diretto da Andrea Satta ed interamente dedicato alla bicicletta, che ha ospitato “Alle colonne d’Ercole” in compagnia dell’ottimo Antonello Mura. Appena terminata la presentazione sono saltato in macchina e mi sono messo in movimento: direzione Puglia. A Ruvo di Puglia l’amministrazione comunale e l’associazione TALOS, grazie all’impulso di Antonio Mazzone e di Monica Filograno, hanno organizzato una bellissima pedalata alla scoperta del territorio ruvese, a metà della quale ci siamo fermati nel bosco comunale dove abbiamo fatto una piacevole chiacchierata – rallegrata da focaccia pugliese, vino e ciliegie – sul viaggio, sul libro e su come la bicicletta sia il mezzo ideale per viaggiare inseguendo i propri sogni.

Ruvo di Puglia

Panorama di Puglia

 

Il bosco comunale di Ruvo di Puglia

Montalcino

Un tecnico di prestigio

Con Antonello Mura

Fabio Koriu

Con Ricky Gianco

 

Con le Colonne d’Ercole dalla Toscana alla Puglia

 

 

Il prossimo week end sarà piuttosto intenso. Subito dopo la giornata di venerdì dedicata a “Giornalisti nell’Erba“, partirò per Montalcino, dove sabato 26 maggio presenterò il diario di viaggio durante il festival dell’Eroica in compagnia di Antonello Mura. Non avrò neanche il tempo di godermi il festival (direzione artistica di Andrea Satta, Tetes de Bois) perché dovrò rimettermi in macchina e andare a Ruvo di Puglia. Lì la mattina dopo (domenica 27 maggio) ci sarà una presentazione itinerante di “Alle Colonne d’Ercole”, promossa da Antonio Mazzone e organizzata da ASD TALOS e Ruvo Sportiva, con il supporto dell’assessora Monica Filograno. 

 

 

Una mattinata indimenticabile a Poli

La scorsa settimana la scuola elementare di Poli mi ha invitato a parlare del mio viaggio ai loro piccoli alunni. L’incontro è stato preceduto da uno straordinario lavoro delle insegnanti (bravissime!), che hanno ripercorso la mia avventura insieme ai loro piccoli alunni. Con la loro curiosità e la loro fantasia hanno costruito un “loro” personalissimo viaggio, che hanno disegnato, raccontato e colorato, dando vita ad una tenera galleria di immagini e pensieri. L’accoglienza è stata entusiastica ed emozionante e io e Maria Cristina Marsili (l’autrice dei disegni del libro) abbiamo trascorso due ore molto piacevoli in compagnia di un gruppo di bambine e bambini semplicemente adorabili. Ci hanno sommerso di domande sul viaggio e sul libro, ci hanno regalato scritti e disegni, ci hanno chiesto di firmare quaderni e fogli. Alcuni di loro ci hanno regalato i loro sogni. Sogni stupendi che auguro ad ognuno di loro di poter realizzare, a cominciare da Noemi che mi ha detto che le piacerebbe fare un viaggio in bicicletta proprio come me, “attraversando con la bici mondi e città”. Buona pedalata, Noemi.

 

 

 

 

Giornata internazionale della felicità

Oggi è la giornata internazionale della felicità. Uno stato d’animo che in bicicletta non sempre è caratterizzato dalla razionalità. Alle Colonne d’Ercole la celebra con questa autocitazione dell’arrivo a Col d’Envalira, 2409 m.s.l.m.:

“Ho le mani, strette per troppo tempo sul manubrio, rattrappite per la temperatura rigida, la gambe doloranti, il respiro affannato, i crampi allo stomaco per la tensione dello sforzo. Per dirla in due parole, sono felice.”