Capu tosta in partenza

Mentre arrancavo sulla salita che porta a Guadagnolo per il mio ultimo allenamento prima della partenza, su Facebook mi è arrivato un graditissimo messaggio di incoraggiamento per il mio, ormai imminente, viaggio. Lo metto direttamente in questo post, senza aggiungere altro, se non un “grazie” a Maurizio per le belle ed emozionanti parole.

“Quando in tono scherzoso mi hai detto del viaggio mi sono messo a ridere, quando hai aggiunto che saresti partito da solo ti ho dato del matto. Quelle parole dette quasi scherzando si sono concretizzate: oramai si parte.
In questi giorni ti incrociavo che ti allenavi con la bici piena di zavorra, incurante del brutto tempo e del resto. Tu, dritto per la tua strada, perché la tua dote primaria è la caparbietà.. Ti ammiro per questo, uno di questi giorni dovrò darti la cittadinanza onoraria per “capu tosta”, come i calabresi. Ora quasi ci siamo, partenza prevista il Primo Maggio, data simbolica. Da Genova alla volta de Le colonne d’Ercole, attraversando l’Italia, la Francia, la Spagna, fino in Marocco, raggiungendo il punto nel quale, nell’antichità, finiva il mondo, oltre non si poteva andare. Tullio sei il nostro moderno Ulisse, colui che con la ragione sfida se stesso. E come Ulisse convinse i suoi compagni, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza”, tu hai convinto noi scettici, “era il mio sogno”.
Vai amico mio generoso, vai, sogna a occhi aperti e fai sognare tutti noi. Ti seguiremo da qui, ma sappi che nei tratti in salita noi pedaleremo con te, tu al timone e noi ad arrancare, il tuo sogno è anche il nostro. Buon viaggio, amico mio, porta con te anche il mio cuore, mi piace l’idea che chiudendo gli occhi farò lo stesso viaggio di libertà che stai facendo tu. Mi raccomando, copriti bene e torna più sognatore di prima”.

Maurizio Spezzano

 

Maurizio

Maurizio

 

Annunci

25 aprile

staffettapartigianaAvrei voluto scrivere un post prima che il “contagiorni” scendesse dalle due cifre ad una cifra. Quando ho aperto il blog e ho visto “7 giorni alla partenza” mi è salita un po’ di ansia. Ormai ci siamo, meno di una settimana e sarò in viaggio. Intanto oggi è il 25 aprile, una data importante per il nostro Paese. Il 25 aprile l’Italia è uscita da una delle pagine più nere e sanguinose della nostra storia. Non possiamo ignorarlo, non possiamo dimenticarlo. E soprattutto non possiamo dimenticare chi ha scelto di sacrificare la propria vita per restituirci qualcosa che ci era stato rubato: la libertà e la democrazia. Ed è per questo che tanti anni fa mi sono iscritto per la prima volta all’ANPI, l’associazione nazionale Partigiani d’Italia, ed è per questo che sono molto orgoglioso che la sezione ANPI Staffetta Partigiana di Colleferro (la mia sezione) abbia accettato la mia proposta di farmi compagnia nel viaggio, in qualità di sponsor etico. Oggi pomeriggio a Colleferro ci sarà una bella iniziativa commemorativa del 25 aprile e io avrò il piacere e l’onore di presentare il mio viaggio in bicicletta. Proprio la bicicletta ha avuto un ruolo fondamentale nelle azioni dei partigiani e non è un caso che sia, nell’immaginario di tutti noi, un simbolo di libertà e di pace. Buon 25 aprile a tutti.

Ahò! Se c’hai bisogno de peso me posso attacca’ pure io.

dsc_0023.jpg“Ahò! Se c’hai bisogno de peso me posso attacca’ pure io.” Pendenza dell’8 per cento, arranco faticosamente a pochi chilometri orari mulinando le gambe con un rapporto al quale corrisponde uno sviluppo che più che metrico andrebbe denominato centimetrico. Nei ciclisti si sviluppa una tendenza a cercare di scherzare nei momenti più difficili, quelli in cui al cervello l’ossigeno arriva in quantità contingentate e andrebbe gestito con la massima prudenza. Invece, vuoi per palesare disinvoltura, vuoi per stemperare la tensione, il ciclista medio, nel momento in cui la frequenza cardiaca sale oltre i 150 battiti, ti piazza lì una battuta di spirito. Ed è esattamente quello che avviene quando vengo affiancato da un virtuoso del pedale che mi supera in scioltezza con la sua bici da corsa, pronunciando la frase romanesca e  guardandomi con un misto di curiosità, simpatia e compassione.

Mi consola il fatto che un dato appare piuttosto chiaro: viaggio decisamente appesantito. Ormai sono quasi dieci giorni che ho montato l’equipaggiamento completo, composto da due borse posteriori, due anteriori e una sul manubrio (che sembra il baule di nonna). Il peso complessivo delle borse (ma adesso ci sono dei libri) si aggira sui 21 kg. Spero che il bagaglio effettivo mi faccia risparmiare qualche chilo, ma al momento è meglio allenarsi a pieno carico.

Ah, oggi è il 17 aprile. Meglio andare subito a votare in difesa del nostro mare. #stoptrivelle.

Un mese, trenta giorni e un referendum alla partenza.

Web

Un mese. Trenta giorni esatti. Non è poco, ma bisogna iniziare a mettere a punto un po’ di questioni organizzative, che per uno disordinato come il sottoscritto sono una bella gatta da pelare. Intanto, proprio oggi, è partito l’ordine per la divisa ufficiale, a cui hanno contribuito Cristina Marsili con lo splendido disegno e Matteo Di Cocco, con la grafica (e nonostante i mei continui tentativi di intralcio). Oggi ho anche fatto una settantina di chilometri con le borse “a pieno carico”, per abituarmi all’assetto da viaggio. Stavo riguardando il percorso. Parto dal mare, da Genova, e arrivo al mare, a Gibilterra. Il mare è sempre lo stesso: il Mediterraneo. Ed è un mare caratterizzato da una straordinaria biodiversità, ma anche da una particolare vulnerabilità, considerata la sua caratteristica di mare sostanzialmente “chiuso” e la notevole pressione antropica lungo la stragrande maggioranza delle sue coste. Ha svolto per millenni un ruolo centrale nella storia dell’umanità e ancora adesso l’economia di molti paesi costieri dipende in buona parte da lui. Per continuare a svolgere questo ruolo è necessario che sia, come dire, in salute. Ed è importante mandare un segnale per chiederne la massima tutela. Questo segnale può essere dato con la consultazione referendaria del 17 aprile. Conosco le obiezioni del fronte del “no” (in realtà scaltramente trasformato in fronte dell’astensione) e non intendo argomentare in questa sede i singoli aspetti (12 miglia, rinnovo concessioni, conseguenze sul piano occupazionale, domanda interna di energia, ecc.). Voglio limitarmi ad affermare che quando si fanno delle scelte bisogna stabilire delle priorità. Le mie priorità sono la salvaguardia ambientale, la scelta di puntare su forme di economia sostenibile, a cominciare dal turismo, l’esigenza di cambiare modello di sviluppo partendo dal tipo di approvvigionamento energetico. Il modello attuale, quello “fossile”, mette in primo piano gli interessi di affaristi e speculatori, come dimostra l’imbarazzante vicenda del ministro dello sviluppo economico. La vittoria del SI’ assumerebbe un importante significato politico, che il legislatore dovrebbe interpretare come una chiara indicazione ad abbandonare quel modello. Sempre che il legislatore scelga di rispettare la volontà popolare, cosa tutt’altro che scontata, come dimostra l’iter legislativo della legge per la ripubblicizzazione dell’acqua, chiesta a gran voce con i referendum del 2011. In ogni caso io andrò a votare e voterò sì, perché il 2 maggio e tutte le altre volte che con la mia bici mi affaccerò sul Mediterraneo potrò guardare il mare e pensare di aver fatto la cosa giusta.

fermaletrivelle