Ahò! Se c’hai bisogno de peso me posso attacca’ pure io.

dsc_0023.jpg“Ahò! Se c’hai bisogno de peso me posso attacca’ pure io.” Pendenza dell’8 per cento, arranco faticosamente a pochi chilometri orari mulinando le gambe con un rapporto al quale corrisponde uno sviluppo che più che metrico andrebbe denominato centimetrico. Nei ciclisti si sviluppa una tendenza a cercare di scherzare nei momenti più difficili, quelli in cui al cervello l’ossigeno arriva in quantità contingentate e andrebbe gestito con la massima prudenza. Invece, vuoi per palesare disinvoltura, vuoi per stemperare la tensione, il ciclista medio, nel momento in cui la frequenza cardiaca sale oltre i 150 battiti, ti piazza lì una battuta di spirito. Ed è esattamente quello che avviene quando vengo affiancato da un virtuoso del pedale che mi supera in scioltezza con la sua bici da corsa, pronunciando la frase romanesca e  guardandomi con un misto di curiosità, simpatia e compassione.

Mi consola il fatto che un dato appare piuttosto chiaro: viaggio decisamente appesantito. Ormai sono quasi dieci giorni che ho montato l’equipaggiamento completo, composto da due borse posteriori, due anteriori e una sul manubrio (che sembra il baule di nonna). Il peso complessivo delle borse (ma adesso ci sono dei libri) si aggira sui 21 kg. Spero che il bagaglio effettivo mi faccia risparmiare qualche chilo, ma al momento è meglio allenarsi a pieno carico.

Ah, oggi è il 17 aprile. Meglio andare subito a votare in difesa del nostro mare. #stoptrivelle.

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