Appendice finale, sulla via del ritorno

“This is the Atlantic Sea”. “Wonderful, can you stop here?”. “Ok”. “Just few minutes”. Mi levo rapidamente i vestiti, faccio una corsa lungo l’enorme  e vuota spiaggia (pare che prosegua per 40 chilometri, ma non ho controllato) e mi vado a tuffare in acqua. Sì, nell’Atlantico. Anche l’ultimo simbolo è archiviato. Torno tutto sorridente, col tassista che mi guarda divertito. “Can we go, now?” “Yes, let’s go”. […]

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Ventiduesima tappa: da Marbella a Gibilterra.

2230. Così, a spanna. Non ci ho perso troppo tempo. Avevo pensato di fare una cosa precisa, puntuale, certosina. Scarico tutti i dati dal navigatore, li metto in un foglio excel, poi calcolo tempo totale, distanza percorsa, dislivello superato… Mi sembrava una cosa molto figa. Poi, un po’ per pigrizia, un po’ perché ho pensato che in fondo non fosse questa grande trovata, ho lasciato perdere. Quello che ho concluso oggi non si misura con le unità del sistema internazionale. Del resto non è prevista l’unità di misura dei sogni. I sogni si fanno. Se ne fanno tanti. Ma bisognerebbe farne tantissimi, non bisogna mai smettere di sognare. E poi, con un po’ di follia e un po’ di fortuna, qualche sogno bisogna anche provare a realizzarlo. Ed è quello che faccio oggi, aggiungendo il tassello n. 22. […]

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Ventunesima tappa: da Malaga a Marbella

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“E’ suja la carreta con la freccia?”. Dopo qualche istante la ragazza mi guarda perplessa. Probabilmente non conosce Massimo Troisi, ma io sono abbastanza certo di aver assunto praticamente la medesima espressione che aveva lui quando Iris Peynado gli poneva la domanda in “Non ci resta che piangere”. In realtà la frase reale contiene bicicleta al posto di carreta e poi non so bene che altro. Il senso della domanda – tutt’altro che inquisitore, a differenza del film – è di semplice curiosità. Uscito dall’anno 1400 (quasi 1500) provo a raccontare nel mio rodato quanto personale esperanto qualcosa del mio viaggio. La ragazza traduce all’amica (che in tutta evidenza ignora le lingue) e insieme esprimono apprezzamento, formulano una specie di augurio e mi salutano sorridenti. […]

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Diciannovesima tappa: da Almeria a Calahonda

Devo fare un passo indietro e tornare alla tappa di ieri. Sono ad Aguilas e mancano ancora 500 chilometri alla meta finale. Decido di fare un’ultima tappa lunga, in modo da poter gestire con più tranquillità gli ultimi giorni. Scelgo Almeria come destinazione finale e sono (anzi sarebbero) 125 chilometri. E’ (anzi dovrebbe essere) la seconda tappa per lunghezza (diventerà la prima). Mi metto in movimento abbastanza presto e le prime due ore tutto va secondo i programmi. Riesco a tenere un buon ritmo e il caldo è intenso ma sopportabile. Il tragitto si snoda lungo la costa, salvo qualche passaggio nell’entroterra per aggirare tratti di costa rocciosi e a strapiombo sul mare. Queste deviazioni significano evidentemente delle salite, ma le successive discese verso il mare sono di una bellezza mozzafiato e maledico l’inopportuna saturazione della scheda di memoria della videocamera. […]

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