Sardegna 2013: quando avremmo dovuto dire “basta”? E invece no!

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A giugno 2013, a soli dodici mesi di distanza dalla prima impresa, lo stesso gruppo – con qualche acquisto in più e qualche defezione, per lo più forzata – ha deciso di attraversare da costa a costa un’altra regione: la Sardegna. Sempre a Tullio abbiamo affidato il compito di ideare e disegnare il percorso, dimostrando chiaramente il nostro masochismo… o che fosse passione per le salite? Fatto sta che da Arbatax, appena scesi dal traghetto, con il sole che ancora stentava a fare capolino, abbiamo inforcato le nostre biciclette e abbiamo puntato dritti, dritti… al Gennargentu! Sì, sì, dal mare all’unica e impervia vetta sarda. Una prima tappa durissimsardegna (2)a: se non ricordo male, 90 chilometri di sola salita. Ma anche bellissima, per lo spettacolo offerto dalla terra sarda e per la soddisfazione di superare ogni volta, un po’ di più, i propri limiti in sella ad una bici. L’arrivo di quella tappa è stato il centro di Orgosolo, il paese “disegnato” nel cuore dell’isola, che ci ha  regalato un po’ di magia e poesia, dopo una lunghissima giornata di pedali.

sardegna (6) - CopiaIl giorno dopo, con i muscoli ancora doloranti e intorpiditi, abbiamo iniziato con una ripida discesa – senza illusioni, si trattava solo dei primissimi chilometri iniziali – la tappa da Orgosolo a Fonni, unica stazione sciistica sarda… ne vogliamo parlare? I ricordi di Fonni sono molti… dal pranzo in riva al lago, tutti distesi sul prato, sudati e sempre sorridenti; alla salita finale affrontata con la paura di un branco di cani (fonnesi) che si aggirava in zona, e che ha lasciato un ricordino a una di noi. E poi la piscina dell’albergo, con l’acqua freddissima ma rigenerante. E infine la passeggiata per il centro del paese e la cena, improvvisata da noi, in un locale messo a disposizione dal comune. Momenti che restano indelebili nella memoria e si sommano strettamente a quelli in bicicletta… perché questi viaggi sono stati la sintesi perfetta tra prove fisiche e la creazione di un legame sempre più forte tra il gruppo, di pedalatori e accompagnatori… ormai noto come “I basilicosardi”.

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Ma tornerei alle prove fisiche alle quali il buon Tullio ci ha sottoposto in Sardegna… per esempio nella tappa da Fonni a Ghilarza – dove abbiamo visitato la casa museo di Gramsci e siamo stati ospiti della casa della pace. Beh, quella tappa si è resa indelebile grazie ad una lunga salita (eviterei di parlare della pendenza), in mezzo al nulla più assoluto, sgarrupata e senza nemmeno una fonte d’acqua a darci un po’ di ristoro. Per rendere l’idea basta ricordare che, quando abbiamo incontrato l’unico essere umano sul percorso, ci ha chiesto: “siete proprio sicuri? Si? Buona fortuna!” Noi in realtà non eravamo sicuri, ma Tullio pare di sì…. E il risultato è che alla fine stavamo per farlo sardegna (3) - Copiafuori. Però, però, la soddisfazione che si ha quando si arriva alla fine della salita non ha prezzo… e ti ripaga di tutta la fatica fatta. La bicicletta, in fondo, è amore e odio. E’ lacrime e sorrisi. Comunque… siamo sopravvissuti anche a questa tappa e la serata trascorsa ad Abbasanta (piccolo centro vicino Ghilarza) è stata il clou di questo viaggio. Stanchissimi e, diciamo pure, anche un bel po’ incazzati, abbiamo deciso che il modo migliore di trascorrere la serata fosse quello di catapultarci nella mischia di una festicciola di paese, che abbiamo letteralmente animato, cantando e ballando fino a notte inoltrata.
ciocciApro qui una piccola parentesi da dedicare ad un amico, che è stato un po’ l’anima dei primi due viaggi coast to coast, e che poi se n’è andato improvvisamente a novembre del 2013, lasciando un vuoto incolmabile e incalcolabile. Massimo, Ciocci, o “piccioncino”. Non certo un ciclista – proprio no – ma uno degli storici accompagnatori dei nostri viaggi, che con il suo pulmino sgangherato e i suoi conti sempre “coperti”, ci ha scortato nelle nostre avventure. Senza contare la sua voglia di fare “caciara”, spesso sopra le righe… proprio come in quella serata di Abbasanta, che sarà difficile dimenticare. A lui, a Ciocci, abbiamo dedicato la coast to coast 2014. A lui va un pensiero ogni volta che ci riuniamo. E che manca.

sardegna (4) - CopiaDopo Ghilarza poi, finalmente abbiamo puntato di nuovo al mare. Stavolta Oristano, o meglio Cabras. Una tappa con qualche piccola difficoltà nell’interpretazione delle mappe (l’ho detta bene, Tu’?), che alla fine, per la nostra strana pazzia, è stata pure troppo “noiosa” vista l’assenza di salite. 
Alla fine comunque, come ogni volta, ad accoglierci c’è il mare, che abbraccia il nostro tuffo ancora in completino da ciclista e ci libera dalla fatica della settimana, regalandoci unicamente la gioia di avercela fatta. Di nuovo.

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Eleonora

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